La quarantena colpisce ancora
- 17 nov 2020
- Tempo di lettura: 2 min
27 febbraio 2020
La paura della nuova epidemia si sta trasmettendo molto velocemente da persona a persona in tutta la penisola. Forse, però, quello che più intimorisce la popolazione è l’assurdo pensiero di poter rimanere senza viveri, e soprattutto Amuchina, per la prossima decade, altrimenti non si spiegherebbe la psicosi generale per accaparrarsi flaconcini di igienizzante per le mani a quindici euro, quintali di pacchi di farina e così tanto lievito di birra da poter innescare una bomba batteriologica.
A tal proposito, mi piacerebbe incontrare queste menti eccelse, mentre riempiono i propri carrelli di tutti i tipi immaginabili di farina, tranne quella di Kamut: immagino che il solo pensiero di mangiare quella merda sia più terrorizzante che morire di fame. Vorrei anche ascoltarli mentre calcolano quanti pacchi di sale sia meglio portare a casa: dieci o venti? E chissà cosa potranno mai cucinarci se non un bel piatto di ipertensione! Ma soprattutto, mi interesserebbe chiedere cosa se ne faranno di tutte quelle scorte: «Siete sopravvissuti per quarant’anni a cotolette surgelate e philadelphia, credete davvero di essere in grado di farvi del pane da soli? E anche se riusciste in questa impresa, con tutti quei chili di farina, volete per caso aprire un panificio!?»
14 novembre 2020
Mentre mi incammino verso l’ingresso del supermercato, noto con dispiacere che fra meno di dieci ore l’Emilia-Romagna diventerà ufficialmente zona arancione: l’ennesima sconfitta dei rossi che infrange le numerose speranze per un ritorno dei comunisti al potere. Per fortuna la mascherina riesce a coprire la mia risata isterica e la probabile aria da deficiente che avrei senza.
Passo quaranta minuti immerso nei miei pensieri da cabarettista, quando finisco di mettere nel carrello tutto il necessario per la settimana: è infatti molto importante uscire di casa il meno possibile in questo periodo; o almeno, mi sembra un’ottima scusa per mascherare la mia sana pigrizia. Comunque, per celebrare l’imminente lockdown, ormai forte del precedente, decido di concludere la mia spedizione al reparto dolci per comprare l’occorrente per il dessert della domenica.
Rimango incredulo allo spettacolo che mi si apre davanti: l’intera corsia della farina appare completamente saccheggiata e, a questo giro, anche quel Kamut di merda è sparito nella desolazione generale. La quarantena colpisce ancora!
Entro nel panico.
Corro verso gli ultimi scaffali della corsia.
Tiro un sospiro di sollievo.
Possiamo mantenere la calma, ragazzi: i negozi sono ancora riforniti di lievito!
La pandemia è decisamente sotto controllo.
Nulla può andare storto!





Commenti