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05 novembre 2019

  • 20 ott 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 17 nov 2020

Imprigionato nel limbo tra il sonno e la veglia, vengo abbagliato dall’ennesima sveglia puntualmente rimandata di cinque minuti, che accumulo fin quando mi accorgo di essere in ritardo anche oggi: proprio all’inaugurazione della lunga strada che mi permetterà, un giorno, di diventare un vero medico. Forse. Sicuramente una strada più lunga della Via del Serpente che Goku dovette percorrere per incontrare Re Kaioh e allenarsi per salvare il mondo.

Mentre provo a contare le ore di vita perse guardando Goku correre instancabilmente sullo stesso sfondo, mi incammino verso l’ospedale e, per una volta, ringrazio una ad una tutte le divinità mai create dall’uomo per avermi concesso la fortuna di abitare a soli sette minuti a piedi dal reparto: dopo sei interminabili anni di treni e sveglie incostituzionali, una lacrima si fa strada sul mio solco naso genieno pensando che non dovrò più ascoltare gli annunci dei ritardi di Trenitalia.

Arrivo di fronte alla portineria e salgo le scale della medicina interna: l’emozione e i tre piani a piedi mi fanno sentire il cuore in gola, ma cerco di calmarmi il più possibile; dopotutto, la prima impressione è fondamentale per mostrare la propria professionalità, soprattutto dopo essersi giocati la puntualità con i venticinque minuti di ritardo. Devo puntare tutto su una falsa sicurezza in me stesso e sul potere della dialettica: sostanzialmente non devo far capire che non ho assolutamente idea del perché mi trovi lì e lo devo fare cercando di sembrare abbastanza intelligente.

Raggiungo finalmente lo studio medici e mi presento all’equipe che sta per assumersi l’importante compito di insegnarmi a non uccidere inconsapevolmente qualcuno. Faccio giusto in tempo ad indossare il mio camice bianco fresco di ferro da stiro che entra un’infermiera, regalandomi un bellissimo «Buongiorno dottore!».

Potrà mai un semplice saluto alimentare così tanto il mio ego?

Nella prossima puntata, lo chiederò a Re Kaioh.


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