16 ottobre 2020
- 16 ott 2020
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Aggiornamento: 28 nov 2020
Non ci posso credere: tra un lockdown e l’altro, è passato un anno dalla laurea!
Ricordo ancora perfettamente il foglio con tutti i voti già stabiliti prima dell’inizio delle esposizioni, gli occhi degli spettatori infastiditi dai numerosi e incomprensibili powerpoint e dal rigonfiamento genitale conseguente, la proclamazione interrotta dal mio umorismo da giovane boomer, le decine di chiamate e messaggi di amici e parenti di cui non ricordavo neanche l’esistenza; e poi le pizzette del forno di fiducia, i pasticcini alla mandorla di giù, la tigellata con gli amici… sì, avevo molta fame: mortacci loro che ci volevano tutti seduti in prima fila alle 08:30 spaccate, anche noi con l’edema genitale.
In definitiva, un’esperienza indimenticabile! Non come la soddisfazione di vedere il proprio olio d’oliva sgorgare dal frantoio, emozione che solamente un viaggio di laurea Calafrika 2k19 può regalare, ma non posso neanche lamentarmi.
È anche incredibile pensare a quante cose sono accadute in un solo anno: i mesi inutili di tirocinio e le operazioni clandestine, lo scalo a Codogno una settimana prima dello scoppio del focolaio, la quarantena e i chili di troppo a torte e dirette di Conte, gli applausi agli eroi alle diciotto in punto e le manifestazioni, perché alla fine non siamo mai stati considerati così tanto eroi; e ancora il primo di una lunga lista di pazienti rompicoglioni, il primo stipendio e le numerose spese, il concorso per la specializzazione e la graduatoria fantasma che non verrà mai pubblicata. Insomma, un anno molto intenso!
Tra tutti questi pensieri, però, non posso proprio fare a meno di soffermarmi su una domanda ben precisa: da domani potrò ancora considerarmi un neolaureato o sarà ufficialmente disoccupato?





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